ANATOMIA PATOLOGICA
Glossario della patologia mammaria
Adenofibroma Vedi fibroadenoma.
Adenoma Lesione neoplastica benigna circoscritta,
caratterizzata da proliferazione di duttuli (var.: A. tubulare) talora con attività
secernente (var.: A. secernente o lattante), o cellule apocrine (var.: A. apocrino),
o accompagnata da sclerosi (var.: A. duttale) o da metaplasia stromale mixocondroide
(var.: A. pleomorfo, sin: tumore misto benigno). Non comporta alcun aumento
di rischio di comparsa di carcinoma.
Adenoma del capezzolo (sin.: papillomatosi florida
del capezzolo, adenomatosi erosiva, papillomatosi subareolare, adenoma papillare)
Lesione neoplastica benigna dei grossi dotti collettori, che può deformare
ed erodere il capezzolo con manifestazioni cliniche simil-pagetoidi, caratterizzata
da proliferazione talora papillare e pseudoinfiltrante di tubuli ghiandolari
che si ramificano nello stroma che presenta una densa reazione fibrosa. Non
comporta alcun aumento di rischio di comparsa di carcinoma.
Adenoma papillare Vedi adenoma del capezzolo.
Adenoma pleomorfo Vedi adenoma.
Adenoma siringomatoso Vedi adenoma sudoriparo.
Adenoma sudoriparo Lesione neoplastica benigna
a differenziazione sudoripara, spesso originante dagli annessi cutanei presenti
nel capezzolo (var.: A. siringomatoso, spiroadenoma eccrino, idroadenoma). Non
comporta acun aumento di rischio di comparsa di carcinoma.
Adenomatosi erosiva Vedi adenoma del capezzolo.
Adenolipoma Vedi amartoma mammario.
Adenomioepitelioma Rara lesione neoplastica, generalmente
benigna, caratterizzata da proliferazione epimioepiteliale; può associarsi
a una proliferazione adenosica pseudoinfiltrativa; può recidivare soprattutto
in casi di asportazione incompleta. Alcuni autori, per il limitato numero di
casi riportati in letteratura, lo considerano un tumore a basso grado di malignità,
le metastasi ai linfonodi ascellari sono rare ed eccezionalmente sono state
riportate metastasi sistemiche.
Adenosi Lesione ipertrofica-iperplastica lobulare,
organoide, caratterizzata da aumento in numero e dimensione dei lobuli con variabile
componente epimioepiteliale e stromale (var.: A. florida, sclerosante, microcistica,
fibroadenomatoide, a dotti smussati). Rilevabile spesso in associazione
alla mastopatia fibrocistica, più raramente in forma pura come massa
palpabile (tumore adenosico, adenosi nodulare, adenosi aggregata). Non comporta
alcun aumento di rischio di comparsa di carcinoma.
Adenosi apocrina Questo nome è stato dato
a tre lesioni diverse. Eusebi et al (Histopathology 1987; 11: 305-315) lo hanno
utilizzato per primi per descrivere una lesione di accompagnamento agli adenomioepiteliomi;
Page et al (Cancer 1990; 66: 1326-1335) hanno definito con questo termine un
insieme di lesioni benigne varie (dalladenosi sclerosante ai papillomi)
accomunate da una differenziazione a cellule apocrine; Carter e Rosen (Mod Pathol
1991; 4: 1-5) hanno così chiamato lesioni tipo adenosi sclerosante con
atipia morfologica. Secondo la definizione data da Page la lesione non è
da considerare preneoplastica.
Adenosi microghiandolare Lesione iperplastica duttulare,
non organoide, caratterizzata dalla proliferazione centrifuga pseudoinfiltrativa
di duttuli con rivestimento epiteliale monostratificato, accompagnata da fibroialinosi
in seno al tessuto fibroadiposo. Come tale non comporta alcun aumento di rischio
di comparsa di carcinoma; quando sussistano atipie citologiche e anomalie strutturali
(var.: A. microghiandolare atipica) lentità del rischio, sebbene
ancora indeterminata, è ritenuta analoga a quella delle iperplasie atipiche
(vedi).
Adenosi sclerosante Vedi adenosi.
Amartoma (sin.: mastoma, adenolipoma, fibroadenoli-poma)
Lesione organoide, caratterizzata da una crescita in eccesso di un territorio
ghiandolare-stromale mammario normostrutturato. Non comporta alcun aumento di
rischio di comparsa di carcinoma.
Angioma Vedi emangioma.
Angiosarcoma Rara varietà di sarcoma in
sede mammaria con capacità angioformativa e di aspetto emorragico, che
dà frequentemente metastasi ematogene ma raramente ai linfonodi ascellari.
Presenta gradienti variabili di malignità.
Angiosarcoma post-mastectomia (sin.: linfangiosarcoma,
sindrome di Steward-Treves) Sarcoma angioformativo che compare allarto
superiore, interessato da linfedema cronico conseguente a mastectomia con dissezione
ascellare e/o irradiazione.
Ascesso subareolare recidivante (sin.: fistola
duttale) Processo flogistico suppurativo cronico, accompagnato da metaplasia
squamosa dei dotti subareolari, che si può aprire con tramite fistoloso
in regione areolare. Non comporta alcun aumento di rischio di comparsa di carcinoma.
Atrofia (sin.: mastopatia involutiva) Processo
involutivo lobulare, con semplificazione e talora scomparsa o trasformazione
microcistica dei lobuli, accompagnato da sostituzione fibro-adiposa. Non comporta
alcun aumento di rischio di comparsa di carcinoma.
Calcificazioni Depositi di sali di calcio possono
essere osservati mammograficamente ed istologicamente in relazione a processi
involutivi (atrofia lobulare, ectasia duttale, liponecrosi, arteriosclerosi),
a lesioni proliferative benigne (adenosi, epiteliosi, lesione scleroelastosica),
preneoplastiche (iperplasie atipiche), neoplastiche in situ (carcinoma intraduttale,
specie comedocarcinoma in situ e talora carcinoma lobulare in situ tipo B),
neoplastiche infiltranti.
Cancerizzazione lobulare Estensione per contiguità
endoluminale di un carcinoma intraduttale, specie di tipo comedonico, ai duttuli
dei lobuli prossimiori, ne impone la ricerca quando evidenziata in tessuto altrimenti
benigno.
Carcinoide Vedi carcinoma con differenziazione
neuroendocrina.
Carcinoma a cellule castonate, intraduttale o in situ
Vedi carcinoma intraduttale. Carcinoma a cellule castonate, infiltrante Varietà
di carcinoma lobulare, e più raramente duttale, infiltrante.
Carcinoma a cellule chiare (sin.: carcinoma a cellule
glicogeniche) Varietà rara di carcinoma duttale infiltrante con accumulo
intracellulare di glicogeno; si associa ad un decorso clinico più aggressivo.
Carcinoma a cellule fusate Vedi carcinoma metaplastico.
Carcinoma con prevalente proliferazione a cellule fusate, varietà del
carcinoma squamoso simulante un sarcoma a basso grado di malignità. Si
differenzia da questultimo per la presenza di aree di carcinoma, in situ
e/o invasivo, riconoscibili al microscopio o svelabili con anticorpi anti-cheratine.
Carcinoma a cellule glicogeniche Vedi carcinoma
a cellule chiare.
Carcinoma a cellule lipidiche (sin.: lipid-rich
carcinoma, carcinoma lipidico, carcinoma sebaceo) Varietà rara di carcinoma
infiltrante a cattiva prognosi con accumulo intracellulare di lipidi neutri.
Carcinoma a cellule piatte (sin.: carcinoma squamoso
o carcinoma spinocellulare) Vedi carcinoma metaplastico. Rara forma di carcinoma
invasivo costituita esclusivamente da cellule pavimentose, originante dai dotti
mammari e che non ha rapporto con la cute della mammella.
Carcinoma acantolitico Vedi anche carcinoma metaplastico.
Entità tumorale riconosciuta come varietà di carcinoma a cellule
piatte (spinocellulare) quasi sempre associato a proliferazione simil-angiosarcomatosa.
Carcinoma a piccole cellule (sin.: carcinoma oat
cell) Varietà rara di carcinoma neuroendocrino con caratteri morfologici
ed evoluzione clinica sovrapponibili al carcinoma a piccole cellule del polmone
(e di altri organi), di cui va esclusa la presenza come sorgente metastatica;
la presenza di carcinoma intraduttale è un utile criterio per confermare
la primitività mammaria.
Carcinoma adenoide-cistico Rara varietà
di carcinoma infiltrante spesso subareolare e anamnesticamente presente da tempo,
che eccezionalmente dà metastasi linfonodali e gode di ottima prognosi.
Carcinoma adenosquamoso (sin.: carcinoma squamoso
siringomatoso) Varietà rara di carcinoma infiltrante, metaplastico e
sclerosante, a basso grado di malignità, analogo al carcinoma siringomatoso
delle ghiandole sudoripare; dà raramente metastasi. Va distinto dal carcinoma
squamoso e dai carcinoma con metaplasia squamosa.
Carcinoma apocrino Varietà, rara nella forma
pura, di carcinoma duttale infiltrante di cui condivide la storia naturale e
la prognosi, così come sprovvista di significato clinico specifico è
la più frequente differenziazione apocrina morfologica e/o istochimica
osservabile in vari istotipi di carcinoma.
Carcinoma argirofilo Vedi carcinoma con differenziazione
neuroendocrina.
Carcinoma Clinging Vedi carcinoma intraduttale.
Carcinoma colloide Vedi carcinoma mucinoso.
Carcinoma con cellule giganti di tipo osteoclastico Vedi
carcinoma metaplastico. Varietà rara di carcinoma infiltrante o, più
raramente, intraduttale, comportante proliferazione fibroblastica reattiva in
cui sono contenute cellule giganti di tipo osteo-clastico.
Carcinoma con differenziazione neuroendocrina (sin.:
carcinoma argirofilo, carcinoide, carcinoma endocrino o neuroendocrino) Carcinoma
in situ e/o infiltrante così denominato per largirofilia cellulare
e la reattività istochimica/ biochimica per marcatori neuroendocrini
e per ormoni polipeptidici, condivide le caratteristiche di decorso del carcinoma
duttale infiltrante NAS a parità di grado istologico.
Carcinoma cribriforme intraduttale o in situ Vedi
carcinoma intraduttale.
Carcinoma cribriforme infiltrante Varietà
rara, più frequente tra i carcinomi di piccole dimensioni e rilevati
con procedure di screening, di carcinoma infiltrante differenziato, spesso associato
a carcinoma cribriforme intraduttale, di cui condivide la morfologia istologica,
ed a carcinoma tubulare.
Carcinoma duttale infiltrante (sin.: carcinoma
duttale invasivo, carcinoma non altrimenti specificato, NAS; not otherwise specified,
NOS; no special type, NST; carcinoma duttale infiltrante con fibrosi produttiva,
carcinoma duttale infiltrante con fibrosi diffusa, carcinoma scirroso, carcinoma
stellato, carcinoma simplex) Varietà più frequente in assoluto
di carcinoma mammario infiltrante, non presenta alcuna caratteristica morfologica
che ne consenta linclusione negli altri istotipi, cui spesso si associa
influenzandone il decorso (var.: carcinoma misto infiltrante, vedi); la denominazione
duttale, pur essendo ritenuto di origine duttulolobulare, è
mantenuta per definirne le caratteristiche morfologiche; per la stratificazione
prognostica si applica il grading istologico di malignità.
Carcinoma duttale infiltrante con prevalente componente
intraduttale Carcinoma infiltrante cui è associata una preponderante
componente intraduttale che supera l80% dellintera neoplasia; ha
prognosi nettamente migliore rispetto al carcinoma duttale infiltrante NAS.
Carcinoma duttale infiltrante NAS Ai fini della
stadiazione TNM solo la dimensione della quota infiltrante -misurabile sul preparato
istologico - concorre alla definizione del T; anche i parametri biologici (recettori,
attività proliferativa ed altri eventuali) vanno valutati soltanto a
livello della quota infiltrante. Non va confuso con il carcinoma microinvasivo
né con il carcinoma intraduttale esteso (vedi).
Carcinoma duttale in situ Vedi carcinoma intraduttale.
Carcinoma endocrino Vedi carcinoma con differenziazione
neuroendocrina.
Carcinoma gelatinoso Vedi carcinoma mucinoso.
Carcinoma giovanile Vedi carcinoma secretorio.
Carcinoma infiammatorio (sin.: mastite carcinomatosa,
carcinomatosi linfatica dermica della mammella) Varietà clinica di carcinoma
infiltrante, in genere di tipo duttale, manifestantesi con i segni della flogosi,
caratterizzato istologicamente da estesa invasione carcinomatosa dei piccoli
vasi del derma cutaneo; la prognosi è assai grave. La carcinosi linfatica
dermica, ancorché in assenza di manifestazioni cliniche infiammatorie
(carcinoma infiammatorio occulto) comporta una prognosi analoga. Da distinguere
dal carcinoma pseudo-infiammatorio che si accompagna a segni clinici
infiammatori in assenza di carcinosi linfatica dermica e che gode
di prognosi migliore.
Carcinoma infiltrante (sin.: carcinoma invasivo)
Carcinoma la cui popolazione cellulare ha acquisito la potenzialità invasiva
e metastatica, testimoniata dalla infiltrazione dello stroma.
Carcinoma in situ Neoplasia senza evidenza istologica
di superamento della membrana basale delle strutture ghiandolari, duttali e
lobulari; può precedere ed evolvere verso forme infiltranti con un tasso
di rischio variabile in rapporto allistotipo (intraduttale e lobulare,
vedi).
Carcinoma intra-acinoso Vedi carcinoma lobulare
in situ.
Carcinoma intracistico Vedi carcinoma intraduttale.
La definizione intracistico riflette la supposta origine dal rivestimento
di cisti preesistenti, oggi abbandonata in favore della dilatazione cistica
di un dotto ad opera del tumore stesso. È preferibile la denominazione
carcinoma intraduttale (intracistico) per rimarcarne chiaramente
la natura in situ.
Carcinoma intraduttale (sin.: carcinoma duttale
in situ; lobulo atipico tipo A grado V, DCIS; var.: cribriforme, micropapillare,
papillare, solido, ipersecretorio-cistico, a cellule castonate, comedocarcinoma,
clinging o murale) Neoplasia epiteliale senza evidenza di infiltrazione
dello stroma circostante, e quindi sprovvista di capacità metastatica,
la cui proliferazione è limitata al lume di strutture assimilabili per
dimensioni a dotti (talora a cisti, var.: carcinoma intraduttale intracistico,
di solito papillare), ma topograficamente riferibili al distretto duttulo-lobulare;
precursore non obbligato del carcinoma duttale infiltrante e di altri istotipi
cosiddetti di origine duttale; talora multicentrico, comporta un
rischio importante di progressione e successiva comparsa di carcinoma duttale
infiltrante (o istotipi derivati) nella medesima area della mammella sede della
primitiva lesione; tale rischio, valutato globalmente come RR = 10-12, si correla
alla varietà istologica ed alla dimensione. Holland et al (Semin Diag
Pathol 1994; 11: 181-192) proposero nel 1994 uno schema classificativo dei DCIS
che fa riferimento principalmente alla differenziazione citonucleare (grado
di pleomorfismo citonucleare) ed in seconda istanza alla differenziazione architetturale
(polarizzazione delle cellule).
In base a questo schema classificativo i DCIS vengono suddivisi in tre gruppi:
forme a basso grado di differenziazione, a medio grado di differenziazione e
ad alto grado di differenziazione. Allo scopo di individuare un inquadramento
classificativo a preminente significato pro-gnostico, Silverstein et al (Lancet
1995; 345: 1154-1157) nel 1995 hanno utilizzato in prima istanza il grado nucleare
per selezionare le lesioni ad alto grado, indipendentemente dalla presenza di
necrosi, ed inserendo queste nel gruppo prognosticamente sfavorevole; i rimanenti
casi a grado nucleare basso o intermedio vengono suddivisi in due gruppi in
base alla assenza o presenza di necrosi di tipo comedo. Le linee guida Europee
per la quality assurance nei programmi di screening (Pathologica 1997; 89: 234-255)
riportano una classificazione basata esclusivamente sulle caratteristiche nucleari
dividendo così i DCIS in tre categorie: DCIS di basso grado nucleare
G1, DCIS di grado nucleare intermedio G2 e DCIS di alto grado nucleare G3.
Carcinoma intraduttale esteso Variamente definito,
è comunque ritenuto rappresentare un fattore di rischio di recidiva locale
dopo escissione limitata e radioterapia; la definizione originale prevede che
il carcinoma intraduttale costituisca almeno il 25% dellarea della neoplasia
invasiva e che si estenda oltre i margini infiltrativi di questa (vi sono compresi
anche i carcinomi microinvasivi). La sua predittività di recidiva sembra
tuttavia essere condizionata prevalentemente dallo stato dei margini di resezione
(vedi).
Carcinoma intraduttale predominante in carcinoma invasivo
Previsto dalla stadiazione TNM quando la componente invasiva costituisce
il 20% o meno della massa tumorale, è ritenuto associarsi ad una prognosi
migliore del carcinoma invasivo (in quanto il T va calcolato sulla sola componente
invasiva).
Carcinoma ipersecretorio-cistico intraduttale o in situ
Vedi carcinoma intraduttale; è descritto accompagnarsi ad una componente
infiltrativa non specializzata.
Carcinoma istiocitoide Carcinoma infiltrante, di
tipo duttale o lobulare o misto, caratterizzato da cellule schiumose (istiocitoidi)
o granulose (mioblastomatoidi) e da differenziazione apocrina; non comporta
peculiarità di decorso rispetto agli istotipi originari.
Carcinoma lipidico Vedi carcinoma a cellule lipidiche.
Carcinoma lobulare in situ (sin.: neoplasia lobulare,
carcinoma intra-acinoso, lobulo atipico tipo B grado V, CLIS) Neoplasia epiteliale
senza evidenza di infiltrazione dello stroma circostante, e quindi sprovvista
di capacità metastatica, la cui proliferazione è limitata al lume
delle strutture duttulo-lobulari da cui origina, con possibile estensione pagetoide
in situ ai dotti limitrofi; più frequente in premenopausa, è molto
spesso multifocale e spesso bilaterale, non dà massa palpabile, comporta
un rischio sensibilmente aumentato (RR = 8-10) ma molto diluito nel tempo, di
successiva comparsa - nella mammella medesima o controlaterale con pari frequenza
- di carcinoma infiltrante, lobulare o duttale (ed istotipi derivati). Morfologicamente
sono stati descritti due diversi istotipi di carcinoma lobulare in situ: il
tipo A o classico caratterizzato da cellule monomorfe di piccole dimensioni
con nuclei rotondi e nucleoli poco evidenti ed il tipo B che si caretterizza
per essere costituito da nuclei più grandi con un certo grado di pleomorfismo
e talora con presenza di necrosi centrale e microcalcificazioni. Il tipo B è
da considerare una lesione più aggressiva rispetto al tipo A classico
e dovrebbe essere trattato come un carcinoma duttale in situ.
Carcinoma lobulare infiltrante (sin.: carcinoma
lobulare invasivo) Varietà relativamente comune di carcinoma infiltrante,
più frequente in premenopausa, spesso scirroso, ma talora scarsamente
apprezzabile alla palpazione ed anche alla ispezione macroscopica, istologicamente
classificabile secondo varianti citologiche (a piccole cellule, istiocitoide,
a cellule castonate, mista, pleomorfa) e istologiche (classico o a fila indiana,
trabecolare, tubulo-lobulare, alveolare, solido) che non appaiono comportare
significative variazioni né nella storia naturale (ad es.: i recettori
ormonali di cui questa neoplasia è in genere dotata) né nella
storia clinica come la prognosi, che è leggermente migliore di quella
del carcinoma duttale infiltrante. Fa eccezione la varietà pleomorfa
che si caratterizza per essere un tumore aggressivo.
Carcinoma metaplastico (sin: carcinoma sarcomatoide
a cellule fusate, con cellule giganti di tipo osteoclastico, carcinosarcoma,
spinocellulare) Tipi di carcinoma che presentano modificazioni stromali e cellulari
simulanti neoplasie connettivali quali losteosarcoma, il condrosacoma
ed i sarcomi a cellule fusate.
Carcinoma microinvasivo Carcinoma la cui componente
dominante è intraduttale, ma con uno o più focolai di infiltrazione,
nessuno dei quali misura più di 1 mm; la prognosi è in genere
eccellente. Ai fini del trattamento, nei casi di carcinoma microinvasivo a focolai
multipli, è importante segnalare nel referto istologico il numero di
focolai microinvasivi presenti. Da non confondersi con i carcinomi invasivi
di piccole dimensioni, né con il carcinoma minimo, né con il carcinoma
duttale infiltrante con prevalente componente intraduttale (vedi).
Carcinoma micropapillare intraduttale o in situ Vedi
carcinoma intraduttale.
Carcinoma micropapillare infiltrante Varietà
rara di carcinoma infiltrante con peculiare morfologia pseudopapillare, caratterizzata
da una particolare propensione alla invasione estensiva dei vasi linfatici ed
alle metastasi linfonodali; comporta un decorso particolarmente aggressivo,
anche quando associata a carcinomi di altro istotipo.
Carcinoma midollare Varietà relativamente
rara di carcinoma infiltrante con peculiarità biologiche (elevata attività
proliferativa, assenza dei recettori per estrogeni e
progesterone), macroscopiche (contorno rotondeggiante e netto, consistenza ridotta),
istologiche (crescita espansiva, cellularità anaplastica, prominente
infiltrazione linfoide stromale), e cliniche (prognosi favorevole anche in casi
con metastasi linfonodali); quando le caratteristiche patologiche sono solo
parzialmente rappresentate (var.: carcinoma
midollare atipico) condivide la prognosi del carcinoma duttale infiltrante.
Carcinoma midollare atipico Vedi carcinoma midollare.
Carcinoma minimo Definizione comprendente in una
entità clinica sia il carcinoma intraduttale di qualsiasi dimensione,
sia (anche associato) il carcinoma infiltrante di piccole dimensioni (diametro
< 0.5 cm) di variabile istotipo; la prognosi è correlata allo stato
linfonodale ascellare, negativo per metastasi nella maggior parte dei casi.
Si sconsiglia luso di questo termine clinico, che accomuna entità
biologiche, patologiche ed evolutive differenti.
Carcinoma mioblastomatoide Vedi carcinoma istiocitoide.
Carcinoma mioepiteliale (sin: mioepitelioma maligno)
Carcinoma a cellule mioepitaliali, infiltrante, con comportamento inequivocabilmente
maligno.
Carcinoma misto infiltrante Carcinoma composto
da variabile combinazione di istotipi, più frequentemente in associazione
a carcinoma duttale infiltrante; ciascuno degli istotipi aventi significato
prognostico va specificato e possibilmente quantificato in percentuale della
massa tumorale.
Carcinoma mucinoso (sin.: mucoide, muciparo, colloide,
gelatinoso) Varietà relativamente rara, più frequente in post-menopausa,
di carcinoma infiltrante a contorno rotondeggiante e netto per la cospicua componente
di materiale mucoide extracellulare; frequentemente presentante una differenziazione
neuroendocrina; si associa a prognosi eccellente quando in forma pura ed ancora
buona quando predominante in associazione con altri istotipi.
Carcinoma mucoepidermoide Varietà molto
rara di carcinoma infiltrante, la cui prognosi è correlata al grado di
malignità, analogamente alla corrispondente neoplasia delle ghiandole
salivari.
Carcinoma mucoide Vedi carcinoma mucinoso.
Carcinoma NAS Non altrimenti specificato, vedi
carcinoma duttale infiltrante.
Carcinoma NOS Not otherwise specified, vedi carcinoma
duttale infiltrante.
Carcinoma NST No special type, vedi carcinoma duttale
infiltrante.
Carcinoma neuroendocrino Vedi carcinoma con differenziazione
neuroendocrina.
Carcinoma neuroendocrino a piccole cellule Vedi
carcinoma a piccole cellule.
Carcinoma oat cell Vedi carcinoma a piccole cellule
Carcinoma papillare infiltrante Varietà
rara di carcinoma infiltrante, a buona prognosi.
Carcinoma papillare intracistico Vedi carcinoma
intraduttale.
Carcinoma papillare intraduttale o in situ Vedi
carcinoma intraduttale.
Carcinoma producente matrice È una forma
di carcinoma metaplastico che si caratterizza per essere a prognosi favorevole.
Carcinoma pseudo-infiammatorio Vedi carcinoma infiammatorio.
Carcinoma sarcomatoide Vedi carcinoma metaplastico.
Carcinoma scirroso Vedi carcinoma duttale infiltrante.
Carcinoma sebaceo Vedi carcinoma a cellule lipidiche.
Carcinoma secretorio (sin.: carcinoma giovanile)
Varietà rara di carcinoma infiltrante con aspetti ghiandolari microcistici
secretivi simil-lattanti, costituisce la varietà più frequentemente
osservata in età infantile e adolescenziale, ma si osserva anche in età
successive; gode di prognosi eccellente indipendentemente dalletà.
Carcinoma spinocellulare Vedi carcinoma a cellule
piatte.
Carcinoma squamoso Vedi carcinoma a cellule piatte.
Carcinoma stellato Vedi carcinoma duttale infiltrante.
Carcinoma tubulare Varietà discretamente
frequente, specie tra i carcinomi di piccole dimensioni e rilevati con procedure
di screening, di carcinoma infiltrante altamente differenziato talora associato
a carcinoma intraduttale; a prognosi eccellente quando in forma pura ed ancora
buona quando predominante in associazione con altri istotipi, pressoché
sempre dotato di recettori ormonali.
Carcinomatosi linfatica dermica Vedi carcinoma
infiammatorio.
Carcinosarcoma Vedi carcinoma metaplastico. Neoplasia
bifasica costituita per circa la metà da componente sarcomatosa ad alta
malignità e per la restante parte da carcinoma duttale infiltrante e/o
in situ. Tra i carcinomi metaplastici è quello dotato di prognosi peggiore.
Carcinosi endolinfatica (sin.: invasione tumorale
linfatica) Invasione carcinomatosa dei vasi linfatici intraparenchimali peritumorali;
rappresenta un fattore prognostico negativo nei casi con assenza di metastasi
linfonodali. Linteressamento dei vasi linfatici dermici configura il carcinoma
infiammatorio (vedi).
Carcinosi endovenosa (sin.: invasione tumorale
ematica) Trombosi neoplastica dei vasi ematici venosi intraparenchimali peritumorali;
rappresenta un fattore prognostico negativo qualsiasi sia lo stato dei linfonodi
ascellari.
Cellule giganti Cellule stromali multinucleate
possono essere rilevate in lesioni sia benigne (fibroadenoma, fibrosi, lipoma)
sia maligne (carcinoma con cellule giganti simil-osteoclastiche, vedi; sarcoma
osteogenico; istiocitoma fibroso maligno, liposarcorna). Cellule giganti possono
anche essere di tipo epiteliale.
Cellulite lipofagica Vedi liponecrosi.
Cicatrice raggiata Vedi lesione scleroelastosica.
Cisti Lesione lobulare involutiva-regressiva, caratterizzata
da semplificazione delle subunità lobulari che confluiscono in formazioni
di lume maggiore simil-duttale. Il rivestimento epiteliale può essere
assente, atrofico, iperplastico od apocrino. Rilevabile frequentemente come
componente lesionale della mastopatia fibrocistica (var.: macrocisti, cisti
palpabili), più raramente in forma pura. Dilatazioni cistiche dei grossi
dotti si possono osservare di accompagnamento a papillomi e raramente a carcinomi.
Non comporta alcun aumento di rischio di comparsa di carcinoma.
Cistoadenoma papillare Vedi papilloma solitario
centrale.
Cistosarcoma fillode Vedi tumore fillode.
Clinging carcinoma o carcinoma murale
Vedi carcinoma intraduttale.
CLIS Vedi carcinoma lobulare in situ.
Comedocarcinoma intraduttale o in situ Vedi carcinoma
intraduttale.
Comedomastite Vedi ectasia duttale.
Condrosarcoma Vedi tumore fillode maligno.
DCIS Ductal carcinoma in situ, vedi carcinoma intraduttale.
Desmoide extraddominale Vedi fibromatosi.
Displasia mammaria Anche se utilizzato come sinonimo
di mastopatia fibrocistica (vedi), se ne sconsiglia luso in quanto nella
nosografia patologica il termine displasia viene utilizzato per
definire processi molto diversi (da malformativi a neoplastici), e si presta
ad essere frainteso dai medici non-specialisti ed in particolare dalle pazienti,
allertati soprattutto al significato neoplastico.
Ectasia duttale Lesione regressiva dei grossi e
medi dotti, caratterizzata da dilatazione e ristagno di secreto condensato.
Può essere accompagnata da fenomeni reattivi discreti (var.: mastite
periduttale, fibrosi periduttale) e complicata da reazioni infiammatorie acute
e croniche per effrazione della parete duttale ed extravasazione del secreto
(var.: mastite suppurativa, plasmacellulare, xanto-granulomatosa, obliterante,
comedomastite). Responsabile di secrezione anomala, massa palpabile, retrazione,
inversione del capezzolo. Non comporta alcun aumento di rischio di comparsa
di carcinoma.
Elastosi Aumento della componente in fibre elastiche
dello stroma che può essere osservato in lesioni involutive (ectasia
duttale), benigne (lesione scleroelastosica), maligne (carcinomi); in questi
ultimi una marcata elastosi pare associarsi a presenza di recettori ormonali
ed a una migliore prognosi.
Emangioma perilobulare Lesione neoplastica benigna
della vascolarizzazione lobulare. Da differenziare dallangiosarcoma.
Non comporta alcun aumento di rischio di comparsa di neoplasia maligna.
Epiteliosi (sin.: iperplasia duttale, papillomatosi
- non meglio specificata, USA; lobulo atipico tipo A grado I-III, iperplasia
grado I-III) Lesione iperplastica lobulare e dei dotti terminali intra-extralobulari,
non organoide, caratterizzata da proliferazione del rivestimento epiteliale
che si stratifica e struttura allinterno del lume, dilatandolo sino al
completo svolgimento del lobulo (var.: solida, pseudopapillare, fenestrata).
Rilevabile come componente lesionale istopatologica, non raggiunge le dimensioni
della massa palpabile. Non comporta aumento significativo di rischio di comparsa
di carcinoma, lievemente incrementato quando molto spiccata (RR = l,5-2).
Epiteliosi infiltrante Vedi adenosi sclerosante
con pseudoinfiltrazione.
Fibroadenolipoma Vedi amartoma.
Fibroadenoma (sin.: adenofibroma) Lesione iperplastica
dello stroma specializzato lobulare con consensuale iperplasia del rivestimento
epi-mioepiteliale duttulare, caratterizzata da alterazione elementare di più
lobuli (iperplasia lobulare sclerosante, iperplasia fibroadenomatoide) che confluiscono
in un conglomerato (var. F. intracanalicolare, F. pericanalicolare, F. cellulare,
F. gigante, F. giovanile, F. multiplo), alla cui fase di accrescimento seguono
nel tempo fenomeni di rimaneggiamento e semplificazione strutturale (metaplasia
mioide, metaplasia adiposa, sclero-ialinosi, calcificazione ed ossificazione).
Non comporta alcun aumento di rischio di comparsa di carcinoma.
Fibroadenosi Vedi mastopatia fibrocistica.
Fibromatosi (sin: desmoide extraddominale) Lesione
proliferativa infiltrativa, fibroblastica e collagena, muscolo-aponeurotica
che può associarsi a sindrome di Gardner. Tende a recidivare. Non comporta
aumento di rischio di comparsa di neoplasia maligna.