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DONNE ANZIANE

Nelle donne sopra i 65 anni l’incidenza del carcinoma mammario è circa 5 volte superiore rispetto alle più giovani. In Europa, in questa fascia di popolazione, 4 donne su 1.000 sviluppano la malattia e la mortalità per causa specifica risulta 8 volte maggiore, con una sopravvivenza che diminuisce con l’aumento dell’ età alla diagnosi.

anzianePer il costante incremento della speranza di vita alla nascita che si sta registrando nei Paesi occidentali e il conseguente progressivo invecchiamento della popolazione, il carcinoma mammario rappresenta oggi uno dei problemi più pressanti per la sanità: nei prossimi anni, richiederà un impiego sempre maggiore di risorse economiche e organizzative.

In Italia, ad esempio, dove si stima che nel 2030 vivranno 70 uomini ogni 100 donne, se l’aspettativa di vita media di una persona di sesso femminile di 65 anni è di circa 17 anni, quella di un’ottantenne è di oltre 8 anni. Questi dati epidemiologici, pur offrendo la misura delle rilevanti dimensioni del problema, non sono di per sé sufficienti a evidenziarne appieno la complessità. Quando la malattia si manifesta nelle donne anziane entrano infatti in gioco variabili come la frequente presenza di altre malattie concomitanti o il rapporto fra età anagrafica ed età biologica che, a parità di stadio clinico, possono influire sulla prognosi e, soprattutto, condizionare in maniera determinante le scelte terapeutiche.

Da qui la necessità di identificare percorsi di diagnosi e cura condivisi e standardizzati, che tengano conto delle peculiarità di questa popolazione. Oggi si accettano comunemente i settant’anni come confine oltre il quale una persona è considerata anziana. Un’attenta valutazione non dovrebbe peraltro basarsi unicamente sul dato anagrafico, ma richiedere un’accurata analisi funzionale dello stato biologico. Questo aspetto diventa cruciale in ambito clinico, e in oncologia in particolare, quando occorre identificare uno spartiacque nell’analisi rischi-benefici dei programmi terapeutici proposti ai pazienti anziani. Pazienti che spesso presentano un aumento della tossicità alla chemioterapia e alla radioterapia legato alla modificazione di alcuni fattori, come la telomerasi, coinvolti nei meccanismi di invecchiamento, conservazione omeostatica e stabilità cellulare.

L’impegno della Scuola nei confronti della popolazione anziana e' su piu' fronti:

Informazione diretta

anziane 4Il ritardo diagnostico è certamente una delle cause principali dell’elevata mortalità che si registra nella popolazione anziana. Sono infatti ancora molti i casi localmente avanzati che giungono all’osservazione clinica. Le ragioni sono molteplici: dalla scarsa informazione alle difficoltà nel raggiungere i presidi diagnostici, dalla poca attenzione per la prevenzione a una sorta di fatalismo con cui a volte queste pazienti vivono il loro problema. Grazie all’impegno e alla disponibilità dei nostri docenti e alla collaborazione di numerose associazioni di donne e pazienti, realizziamo in Italia incontri di informazione specifici con e per le donne anziane (case di riposo, luoghi di ritrovo, ecc)

L’attenzione alle anziane passa anche dal nostro continuo ribadire sui giornali, nelle trasmissioni radiotelevisive, prima e dopo gli eventi culturali che realizziamo, il difetto di intervento nell’impostazione delle cure

Ricerca clinica            

Parte delle nostre risorse sono dedicate alla gestione di studi clinici espressamente disegnati per le donne anziane. Cosa questa di grande importanza, visto il rapporto inversamente proporzionale che esiste tra la frequenza di patologia neoplastica mammaria nelle donne anziane e numero di studi clinici controllati che le riguardano e che, in genere, si fermano nell’arruolamento dei casi all’età di 65 anni.

Incontri scientifici  

Le tematiche del trattamento della patologia mammaria nelle donne anziane sono costantemente trattate nei nostri corsi e seminari. Inoltre, il 20 settembre 2010, la Scuola ha organizzato in Humanitas, Rozzano (MI), il convegno “Il tumore del seno nella donna anziana”, cui hanno partecipato oltre 400 specialisti. Di questo evento, conclusosi con un intervento di Umberto Veronesi, è qui disponibile la relazione introduttiva del Direttore della Scuola, Claudio Andreoli.

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